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Le informazioni al servizio della continuità assistenziale Coordinamento del Prof. Giorgio De Simone |
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I tempi che stiamo vivendo, connotati da più diffuse conoscenze, maggiore consapevolezza dei propri diritti, costanti attenzioni dei media e di organizzazioni saldamente inserite nel tessuto sociale (v. ad es. il Tribunale dei Diritti del Malato, il Comitato Difesa Cittadini, l'Associazione per la Difesa dei Consumatori), trend crescente di contenzioso, in non pochi casi peraltro non sorretto da solide argomentazioni, richiedono contributi di messa a punto in tema di responsabilità sanitaria. Trattare, sia pur panoramicamente, un argomento di tanta attualità risponde alla esigenza di condizioni più serene dell'esercizio professionale, di adeguata tutela del cittadino, in ultima analisi, quindi, di prevenzione dei conflitti. Non v'è d'altronde innovazione diagnostica, terapeutica, tecnologica, che non ponga il problema di coniugare l'obiettivo della efficacia degli interventi con l'osservanza di norme di prudenza, perizia e diligenza, che debbono costituire il cardine dell'operare in ambito sanitario ed insieme il migliore antidoto al configurarsi di evenienze di responsabilità. Declinare questi concetti, che appartengono al cuore della medicina legale, esige altresì qualche opportuna puntualizzazione su quali e quanti possano essere gli aspetti di responsabilità professionale, prevalentemente vissuti in termini di riflessi civili e penali. Ci si vuole più esplicitamente riferire ad aspetti etici che investono il modo di pensare, essere e rapportarsi di ogni operatore, deontologici, articolatamente rivisitati nell'ultima stesura del codice, contrattuali, laddove vengano normati sì diritti, ma anche doveri, regolamentari intesi a migliorare la qualità dell'offerta delle prestazioni erogate, in chiave di equilibrio costo-benefici, percezione, competitività, così come, più in particolare, alla peculiarità di riflessi di ordine amministrativo, per quanto concerne ad esempio meccanismi di formazione e gestione delle liste di attesa, l'uso oculato delle risorse di budget, la corretta iscrizione delle patologie ai DRG. Non v'è chi non veda come le incombenze alle quali far fronte, in modo quanto più appropriato, siano molteplici e rilevanti, ma d'altronde da sempre onori ed oneri integrano la figura delle professioni sanitarie. Un cenno particolare nel contesto di specie, stante il rilievo di atto pubblico della cartella clinica, assumono nella custodia e nella redazione di quest'ultima il rispetto della privacy, la corretta acquisizione del consenso informato, giustamente considerata alla stregua di un tempo di cura, la tutela del segreto professionale, frequentemente lacunosa, l'obbligo del referto nei casi previsti dal codice, la fedele trascrizione di tutto ciò che scandisce le vicende di salute, nel rispetto della trasparenza, della riconoscibilità dell'approccio e dei percorsi, ultimo, ma evidentemente non ultimo, per non incorrere nei reati di falsità ideologica e/ di falsità materiale. La valenza certificativa e di garanzia, da sempre assunta dalla medicina legale nel comune sentire, trova nuove conferme, da un lato nei principi posti a fondamento dell'educazione continua in medicina, laddove ci si richiama all'obbligo di sapere, saper fare e saper essere, concetti che echeggiano chiaramente la prudenza, la perizia e la diligenza, dall'altro nelle dinamiche che scandiscono temi di grande rilevanza scientifica e sociale, quali ad esempio i trapianti, le cellule staminali, le dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT). Se infatti nell'un caso non v'è passaggio, dall'espianto di organi a tessuti, al trapianto, alla sorveglianza dei suoi aspetti biologici, che non contempli l'osservanza di adempimenti medico legali, altrettanto può ben dirsi per quel che attiene l'impiego di cellule staminali quanto a raccolta, indicazione, induzione, monitoraggio nelle immediate fasi di depressione immunologia o, in tema di DAT, la valutazione della loro attendibilità, delle evenienze che consentono di discostarsene, in tal caso la validazione di indirizzo da parte delle figure all'uopo indicate. Il tenere in adeguata considerazione le riflessioni proposte può pertanto annullare o ridurre il rischio di evenienze di responsabilità professionali, contribuire ad un tempo ad una governance migliore di sistema, prevenire in buona sostanza il concretarsi di situazioni fonte di potenziali conflitti. La messa a punto di unità di Risk Management, pure in una realtà quanto mai variegata, interpreta lo spirito e la sostanza dell'obiettivo posto, verso cui convergono iniziative volte a depotenziare i termini di contenzioso, vuoi del tipo di quelle attuate dall'Ordine dei medici e degli odontoiatri di Roma e non solo, vuoi di tipo parlamentare. La difesa della salute, bene costituzionalmente tutelato nei confronti del singolo e della società, esige al dunque un approccio complessivo più maturo, la ricerca di empatia e di una nuova alleanza tra il mondo della sanità ed il cittadino ed in tal senso l'osservanza di principi e comportamenti di chiara pregnanza medico-legale, può e deve decisamente contribuire a creare un terreno idoneo a fruttuosi sviluppi. Prof. Giorgio De Simone gidesgides@hotmail.com |